Comune di Monza


MONUMENTO DELLA FAMIGLIA FRIGERIO - MAGGI

Cimitero urbano di Monza - Complesso monumentale ovest - Cappella 3

Descrizione generale

All’interno della cappella della famiglia Frigerio – Maggi si conserva uno degli esempi più solenni e moderni della scultura funeraria monzese tra Otto e primo Novecento: il grande angelo in bronzo realizzato da Luigi Secchi.

L’opera si impone per verticalità, essenzialità e rigore formale, distinguendosi nettamente dagli angeli più sentimentali e naturalistici della tradizione ottocentesca.

La figura angelica è rappresentata:

  • In posizione perfettamente frontale

  • Con le mani conserte all’altezza del ventre

  • Con il volto rivolto verso l’alto, in atteggiamento contemplativo

  • Con ali ampie ma stilizzate, aderenti al corpo

L’angelo non si piega, non si inclina, non compie gesti narrativi: è immobile, ieratico, solenne.

Elementi formali:

  • La veste cade in pieghe verticali quasi geometriche.

  • Il busto è compatto, privo di eccessivi dettagli decorativi.

  • Le ali presentano una lavorazione sobria, meno naturalistica rispetto agli esempi ottocenteschi.

  • Il volto è asciutto, privo di sentimentalismo, con tratti sintetici.

Il bronzo, oggi patinato dal tempo con tonalità verdi e brune, accentua il senso di gravità e raccoglimento.

All’interno della cappella è presente anche un busto marmoreo realizzato da Ambrogio Borghi, raffigurante l’avvocato Giulio Frigerio, pittore.

Il busto, datato 1878, si inserisce ancora nel linguaggio ritrattistico realistico ottocentesco, con attenzione fisionomica e caratteriale.

Cosa rappresenta

Questo angelo non è consolatore né dolente.

È un angelo della soglia.

  • Le mani conserte indicano meditazione.

  • Lo sguardo al cielo allude alla trascendenza.

  • La postura immobile suggerisce eternità e sospensione del tempo.

Non accompagna il defunto: lo attende nella dimensione eterna.

L'autore: Luigi Secchi (1853-1921)

Luigi Secchi è uno dei più importanti scultori lombardi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

Specializzato in scultura monumentale celebrativa e funeraria, realizzò:

  • Il ritratto di Giuseppe Verdi per Busseto

  • Il monumento a Parini in piazza Cordusio

  • Il bassorilievo di Umberto I al Castello Sforzesco

  • La statua di Giulio Ricordi per Casa Ricordi

Muore a Miasino nel 1921.

Nel monumento Frigerio dimostra pienamente la sua maturità artistica: rigore, controllo plastico, spiritualità composta.

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