Comune di Monza
MONUMENTO DELLA FAMIGLIA RIVA
Cimitero urbano di Monza - Campo 22 - Posti 36 - 37
Descrizione generale
Il monumento si presenta con una composizione articolata ma raccolta, in cui la verticalità del busto dialoga con la presenza silenziosa di una figura infantile.
Al centro si innalza il piedistallo che sorregge il busto bronzeo di Giuseppe Riva. Il volto è modellato con attenzione ai tratti fisionomici: fronte ampia, sguardo fermo, lineamenti definiti ma non enfatizzati. L’espressione è composta, quasi assorta, e restituisce l’immagine di un uomo riflessivo e autorevole. Il busto emerge con forza plastica dal basamento, ma senza eccessi celebrativi.
L’elemento più toccante dell’insieme è però il putto seduto lateralmente. Il bambino è raffigurato nudo, con le gambe incrociate e il corpo leggermente ripiegato su sé stesso. Una mano sostiene il mento in gesto meditativo, mentre il capo è inclinato in avanti. Non vi è dinamismo, né gesto teatrale: la figura appare immersa in un silenzio interiore.
La superficie della scultura è levigata, compatta, con volumi pieni e morbidi. Il corpo del bambino non è idealizzato in senso classico, ma costruito con una sintesi formale tipica della scultura del primo Novecento. La posa, semplice e raccolta, accentua il senso di intimità.
Il contrasto tra il busto, eretto e pubblico, e il putto, seduto e introspettivo, crea un equilibrio tra memoria civile e dimensione privata. L’uno rappresenta la figura storica, l’altro il tempo sospeso della riflessione.
L’insieme risulta misurato, sobrio, privo di enfasi retorica. Non vi è drammaticità evidente, ma una meditazione silenziosa che accompagna il visitatore senza imporre pathos.
L'autore: Eugenio Bajoni
Eugenio Bajoni è uno scultore attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, inserito nel clima artistico lombardo del periodo. La sua produzione si colloca in una fase di transizione tra il naturalismo tardo-ottocentesco e la progressiva semplificazione formale tipica del primo Novecento.
La sua scultura è caratterizzata da:
modellato solido e compatto,
attenzione alla resa psicologica dei volti,
equilibrio tra realismo e sintesi plastica,
assenza di retorica enfatica.
Nei monumenti funerari Bajoni dimostra particolare sensibilità nella rappresentazione delle figure infantili e nei ritratti commemorativi, dove privilegia un tono raccolto e meditativo rispetto al sentimentalismo decorativo ancora diffuso a fine Ottocento.
Nel caso del monumento a Giuseppe Riva (1930), Bajoni unisce:
il ritratto civile, rigoroso e autorevole,
la figura simbolica del putto, intima e introspettiva.
Questa capacità di tenere insieme memoria pubblica e dimensione privata costituisce uno degli aspetti più riconoscibili della sua poetica.
