Comune di Monza

MONUMENTO DELLA FAMIGLIA GAETANO COLOMBO

Cimitero urbano di Monza - Campo 6 - Posto --

Descrizione generale

La cappella funeraria della famiglia Gaetano Colombo si impone nel Campo 6 come uno dei complessi scultorei più intensi e drammatici del Cimitero Urbano di Monza.

L’architettura si sviluppa su un solido basamento in pietra che incorpora l’accesso alla cripta attraverso una porta metallica decorata. La struttura, compatta e priva di ridondanze ornamentali, costituisce il piedistallo per il gruppo bronzeo sovrastante, creando un forte contrasto tra la massa geometrica dell’architettura e la vibrante tensione emotiva della scultura.

Il monumento, realizzato nel 1933 dallo scultore milanese Emilio Agnati, rappresenta a grandezza naturale la Deposizione di Cristo. Il corpo di Gesù, ormai privo di vita, è sorretto da più figure che ne accompagnano il peso con gesti misurati ma carichi di struggente partecipazione.

La composizione è studiata secondo un andamento semicircolare che guida lo sguardo verso il centro della scena: il corpo reclinato di Cristo diviene fulcro visivo e simbolico dell’intero impianto. Le figure laterali — avvolte in ampie vesti che scendono in pieghe profonde — non assumono pose teatrali, ma esprimono un dolore raccolto, quasi trattenuto. La tensione non è gridata: è interiore, grave, composta.

Il trattamento plastico delle superfici bronzee, con il modellato vibrante e le variazioni di luce sulle pieghe, conferisce alla scena un’intensa carica emotiva. L’opera si distingue per la capacità di unire monumentalità e intimità, fede e sentimento umano.

Significato e linguaggio

L’opera si colloca nel clima artistico degli anni Trenta, quando la scultura italiana cercava un equilibrio tra tradizione figurativa e modernità espressiva.

Agnati evita ogni eccesso retorico: la scena sacra non è concepita come celebrazione eroica, ma come meditazione sul dolore e sulla pietà. L’assenza di elementi accessori concentra l’attenzione esclusivamente sulle figure e sul loro dialogo silenzioso.

Il basamento architettonico, progettato da Carissimo Garatti, contribuisce a rafforzare la percezione monumentale dell’insieme, trasformando la cappella in una sorta di altare all’aperto, immerso nel verde delle grandi alberature che ne amplificano la verticalità e il senso di raccoglimento.

L’autore: Emilio Agnati (1876–1937)

Scultore milanese attivo nei primi decenni del Novecento, Emilio Agnati operò in un contesto culturale legato al naturalismo lombardo, ma seppe aggiornare il proprio linguaggio alle istanze monumentali del periodo interbellico.

Tra le sue opere più note figurano interventi al Monumentale di Milano e diversi gruppi commemorativi pubblici. La Deposizione per la famiglia Colombo rappresenta una delle sue realizzazioni più mature, dove la componente religiosa si intreccia a una forte sensibilità plastica e narrativa.

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