COMPLESSO MONUMENTALE

Cimitero Urbano di Monza

Descrizione generale

Il Complesso monumentale Stacchini costituisce uno degli elementi architettonici più significativi del Cimitero Urbano di Monza. Progettato dall’architetto Ulisse Stacchini, autore della Stazione Centrale di Milano, rappresenta l’unica parte realizzata di un più vasto progetto che avrebbe dovuto trasformare l’intero perimetro del cimitero in un articolato sistema di porticati monumentali. I lavori furono eseguiti tra il 1926 e il 1928, mentre l’incarico progettuale risale al 1924.

Il porticato si sviluppa con una lunga successione di pilastri e aperture che creano un suggestivo gioco prospettico, enfatizzato dalla luce naturale che attraversa gli archi. L’insieme è caratterizzato da uno stile che unisce il Liberty maturo a un linguaggio monumentale ormai orientato verso il gusto Déco, con richiami all’architettura dell’antico Egitto e della Mesopotamia. Questa fusione di elementi classici e moderni conferisce all’opera un carattere severo ma elegante.

Le superfici sono impreziosite da raffinati apparati decorativi: soffitti a stucco con motivi geometrici e simboli cristiani, fasce ornamentali, mosaici policromi, rosoni stilizzati e il ricorrente motto PAX, elemento distintivo dell’intero progetto. Gli inserti decorativi, pur ricchi, risultano sempre misurati e contribuiscono a creare un ambiente di grande solennità.

Come osservato dagli studiosi, il porticato monzese rappresenta un punto di equilibrio tra il monumentalismo della Stazione Centrale di Milano e la rigorosa linearità del Palazzo delle Poste milanese, entrambe opere di Stacchini. Un cronista del Cittadino nel 1927 descriveva il complesso come «monumentale, fulgente nella candidezza dei suoi cornicioni ornati e dei pilastri a linee eleganti», destinato a divenire uno dei più importanti esempi di architettura cimiteriale italiana.

Ancora oggi il complesso costituisce il principale elemento scenografico del settore monumentale del cimitero ed è oggetto di importanti interventi di restauro conservativo promossi dal Comune di Monza per preservarne mosaici, decorazioni, coperture e superfici lapidee.

Gli interni del Corpo Monumentale

L’interno del Corpo Monumentale è caratterizzato da un lungo porticato che accompagna il visitatore attraverso una successione ordinata di cappelle funerarie, creando un percorso di grande equilibrio architettonico e forte suggestione prospettica.

Il soffitto è decorato con eleganti riquadri a stucco delimitati da cornici ornamentali, all’interno dei quali si alternano motivi geometrici, simboli cristiani e grandi medaglioni con la croce. Gli accessi alle cappelle sono impreziositi da fasce in mosaico policromo, che introducono una nota cromatica discreta ma raffinata, in armonia con il linguaggio decorativo dell’intero complesso.

La luce naturale, proveniente dalle ampie aperture del porticato, scandisce lo spazio con un continuo alternarsi di zone illuminate e d’ombra, valorizzando le superfici lapidee, i pavimenti in marmo e gli apparati decorativi. Questa particolare illuminazione accentua la profondità prospettica del corridoio e contribuisce a creare un’atmosfera di raccoglimento e silenzio.

Le cappelle, aperte verso il porticato, ospitano monumenti funerari di elevato valore artistico, realizzati da alcuni dei più importanti scultori lombardi del Novecento. L’alternanza tra architettura, decorazione e scultura trasforma il percorso in una vera e propria galleria monumentale, nella quale ogni edicola costituisce un episodio autonomo ma perfettamente integrato nel disegno unitario concepito da Ulisse Stacchini.

L’interno del Corpo Monumentale rappresenta così uno degli ambienti più eleganti del Cimitero Urbano di Monza, dove la sobrietà delle forme architettoniche si unisce alla ricchezza dei dettagli decorativi, offrendo uno spazio pensato non solo per la sepoltura, ma anche per la memoria e la contemplazione.

Gli esterni del Corpo Monumentale

L’esterno del Corpo Monumentale si distingue per l’imponente sviluppo del lungo porticato che delimita il lato nord-occidentale del cimitero, conferendo all’intero complesso un’immagine di grande monumentalità. La successione ritmica dei pilastri e delle ampie aperture crea una scansione regolare delle facciate, enfatizzata dal continuo alternarsi di pieni e vuoti che accompagna lo sguardo lungo tutto il prospetto.

La composizione architettonica è caratterizzata da una rigorosa simmetria e da un linguaggio decorativo essenziale, nel quale convivono elementi del Liberty maturo e suggestioni Déco. I prospetti sono arricchiti da cornici, rilievi geometrici, stemmi, motivi floreali stilizzati e pannelli con il motto PAX, integrati con equilibrio nelle superfici lapidee. Le forme gradonate degli ingressi principali e i richiami all’architettura dell’antico Oriente conferiscono all’insieme un carattere austero e solenne.

La pietra chiara utilizzata per i rivestimenti esalta la luminosità delle facciate e mette in risalto il raffinato gioco di aggetti e rientranze che anima il prospetto. La continuità del porticato crea una quinta architettonica che dialoga con il tessuto delle sepolture monumentali, definendo uno spazio unitario nel quale architettura e paesaggio cimiteriale risultano strettamente integrati.

Osservato dall’esterno, il Corpo Monumentale rivela pienamente la concezione urbanistica di Ulisse Stacchini, che immaginò il cimitero come una vera e propria “città della memoria”: un’architettura monumentale capace di ordinare lo spazio, accompagnare il visitatore e valorizzare le opere scultoree e le cappelle che si affacciano sul porticato. Ancora oggi il complesso costituisce il principale fondale scenografico del Cimitero Urbano di Monza e rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’architettura cimiteriale italiana del primo Novecento.

L'autore: Ulisse Stacchini

Ulisse Stacchini (Firenze, 1871 – Sanremo, 1947) è stato uno dei maggiori architetti italiani della prima metà del Novecento. Formatosi presso la Scuola di Ingegneria di Roma, operò prevalentemente a Milano, distinguendosi inizialmente per un linguaggio vicino al Liberty floreale e successivamente per un monumentalismo eclettico di grande impatto scenografico.

La sua opera più celebre è la Stazione Centrale di Milano, progettata nel 1912 e realizzata tra il 1924 e il 1931, considerata uno dei capolavori dell’architettura monumentale europea del Novecento. Tra le sue principali realizzazioni figurano inoltre il Palazzo delle Poste di Milano, numerosi edifici pubblici, ville, banche, mausolei e il progetto del Cimitero Urbano di Monza, vincitore del concorso nazionale del 1912.

Nel progetto monzese Stacchini concepì il cimitero come un vero spazio monumentale, dove architettura, decorazione e simbolismo religioso concorrono a creare un ambiente di grande valore artistico e spirituale. Sebbene il progetto originario non sia stato completato integralmente, il corpo monumentale realizzato tra il 1926 e il 1928 costituisce ancora oggi una delle testimonianze più importanti della sua produzione architettonica.

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