Comune di Monza
MONUMENTO ALL'ONOREVOLE ACHILLE MAPELLI
Cimitero Urbano di Monza - Campo 40
Descrizione generale
Il monumento dedicato ad Achille Mapelli (Monza, 1840–1894), collocato al campo 40 del Cimitero Urbano di Monza, rappresenta un significativo esempio di scultura commemorativa di inizio Novecento, in cui memoria patriottica e linguaggio artistico si fondono in un’opera di forte carattere identitario.
Mapelli fu figura di primo piano nella storia civile e politica monzese. Alternò gli studi di legge all’impegno militare: partecipò alle campagne del 1859 nelle truppe piemontesi e nel 1860 seguì Garibaldi partendo da Quarto con il bastimento Lombardo. Protagonista dei principali scontri risorgimentali – da Roma a Bezzecca e Mentana – incarnò il modello dell’intellettuale patriota.
Dal 1866 entrò attivamente nella vita politica locale, diventando assessore alla Pubblica Istruzione e, successivamente, presidente della Società dei Lavoranti Cappellai di Feltro. Nel 1882 fu eletto alla Camera dei Deputati, divenendo punto di riferimento per le istanze sociali e democratiche del territorio brianzolo.
L’opera scultorea
Il monumento, inaugurato nel 1902, è opera dello scultore Ernesto Bazzaro, artista milanese attivo tra Otto e Novecento, noto per la capacità di coniugare realismo psicologico e sensibilità decorativa.
Il busto bronzeo ritrae Mapelli con uno sguardo che oscilla tra il sorriso e la riflessione, incorniciato da ampi baffi e da un abito mosso da un accenno di dinamismo. Non si tratta di una raffigurazione solenne e distante, ma di un’immagine quasi familiare: l’uomo pubblico viene restituito con tratti umani, benevoli, quasi colloquiali.
Il piedistallo, dalla struttura elegante e riccamente articolata, presenta decorazioni plastiche e iscrizioni che sottolineano il valore patriottico e civile del personaggio. La presenza di elementi ornamentali a rilievo – festoni, motivi vegetali, cornici scolpite – conferisce alla composizione un equilibrio tra monumentalità e raffinatezza decorativa, tipico della cultura artistica di fine secolo.
Vicende e ricollocazione
Originariamente sepolto nel cimitero di San Gregorio, il monumento fu successivamente trasferito nel nuovo Cimitero Urbano nel 1932, su richiesta della Società Mutua Cappellai, di cui Mapelli era stato presidente onorario. In occasione dello spostamento, il busto venne collocato su un alto basamento in marmo bianco che ne accentua la verticalità e la visibilità, rafforzandone il carattere celebrativo.
L’autore: Ernesto Bazzaro (1859–1937)
Il busto di Achille Mapelli è opera di Ernesto Bazzaro, scultore milanese attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Formatosi nell’ambiente artistico lombardo, Bazzaro si distingue per una scultura attenta alla resa psicologica del soggetto, capace di coniugare naturalismo e sensibilità decorativa. La sua produzione spazia dalla ritrattistica ai monumenti pubblici e funerari, ambito nel quale raggiunge risultati di particolare intensità espressiva, come dimostrano numerose opere presenti nei cimiteri monumentali della Lombardia.
Nel monumento a Mapelli, Bazzaro evita un’impostazione rigidamente celebrativa e sceglie invece una caratterizzazione più intima: il volto è modellato con morbidezza plastica, lo sguardo è vivo, quasi dialogante con l’osservatore. La superficie bronzea, lavorata con una vibrazione materica evidente, contribuisce a rendere il ritratto dinamico e umano.
La sua cifra stilistica si riconosce proprio in questo equilibrio tra dignità istituzionale e dimensione personale: non solo il politico e il patriota, ma l’uomo nella sua individualità.
